|
I Bischoff furono una delle tante famiglie di svizzeri grigioni che nella seconda metà del 700 si trasferirono a Trieste per esercitare larte del caffettiere. Al riguardo risulta che già dal 1796 una Bottega da Caffè era aperta a nome di Domenico Bischoff. Dopo tale data questi svizzeri figurano ancora per qualche decennio proprietari di caffetterie, ciò fino al 1830 circa, epoca in cui allargarono la loro attività con il commercio di vini e liquori, in specie Rhum, vino di Cipro, Madera, Malaga, Bordeaux, Maraschino, Rosolio, Vin Santo, ecc... Un Antonio Boldi (Baldassarre) Bischoff, nato a Schulz (Grigioni), e che morì a Trieste nel 1837, lasciò un ingente patrimonio. Da allora linteresse di questi negozianti svizzeri si volse quasi esclusivamente al commercio di vini pregiati e liquori (per molti anni con sede in via Nuova n. 21).
La recente ristrutturazione della più antica enoteca di Trieste (nata nel 1777) ha aggiunto quel tocco che mancava allo storico indirizzo di Claudio Tombacco. Ma gran parte della nuova impronta di Bischoff è merito delliniziativa e dellentusiasmo del figlio Gianluca, che a dispetto dei suoi ventun anni è uno dei sommelier triestini più attenti ed esperti.
Oltre 1500 vini, fra cui alcune vertiginose verticali di grandi etichette e più di qualche bottiglia da collezione come i Madera di fine 700. Mezzo migliaio di distillati, fra cui spiccano i single malt e le grappe dautore, completano il quadro di ciò che Bischoff offre ai clienti, che ormai cominciano ad arrivare anche dallestero. Prestigiose ed intelligenti le degustazioni settimanali organizzate da Gianluca.
|