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Il vino del mese ed i nostri consigli

Champagne Henriot Brut Millésimé

Da oltre tre secoli lo Champagne allieta l'umanità con un successo incessante, che non ha eguali se rapportato ad altri vini. Nei primi anni dell' Ottocento la produzione era di 6.600.000 bottiglie, un secolo più tardi aveva raggiunto quota 28 milioni. Nel 1997 le spedizioni totali di Champagne nel mondo hanno raggiunto i 269 milioni di bottiglie.
L'Italia, sempre nel '97, ha contribuito con 6.685.582 bottiglie (+6,18% rispetto al 1996) vale a dire qualcosa di più dell'intera produzione di Champagne nel 1801.
Lo Champagne oltre ad essere un'importante realtà economica è un fenomeno di costume che nasce in un ambiente unico.

Il Territorio
La caratteristica saliente della regione della Champagne oltre al clima moderato è il suolo formato da un sedimento argilloso dal quale si staccano a strisce larghe e strette, calcari, argille e sabbie silicee. E' una conformazione geologica gessosa (craie) che ha la proprietà di riflettere i raggi del sole aumentandone l'intensità luminosa. Quest'ultima è necessaria per l'ottimale maturazione dell'uva e contribuisce all'unicità dello Champagne. Le uve per la produzione dello Champagne (le bianche Chardonnay e le rosse Pinot noire e Pinot meunier) sono impiantate su 30547 ettari in tre dipartimenti - Marne, aisne e Aube (comuni di Cunfin, Trannes, Precy e St. Martin) dell'omonima regione francese situata sul versante orientale del bacino parigino. I tre dipartimenti corrispondono a zone di produzione come la Valle della Marna, la Cote d'Epernay, la Cote d'Ambonnay, la Cote des Blancs, la Cote des Vertus e la Montagne de Reims a loro volta divise in comuni classificati con una scala di valori qualitativi. Esistono dei comuni valutati al 100% che hanno il diritto alla denominazione "Grand cru", altri classificati dal 90 al 99% denominati "Premier cru", sino ad arrivare ai vigneti dell' Aube che hanno la classificazione più bassa (75%). La percentuale media dei 110 ettari di vigneti Henriot è una delle più elevate nella scala dei "crus" attribuita a ciascun comune e comprende proprietà nella Montagne de Reims con molti Grand Cru (Verzenay, Beaumont, Verzy) e Premier Cru (Trepail), Valle della Marna con Ay (Grand Cru), Mareuil, Avenay, Mutigny (tutti Premier Cru) e Epernay (Cru), la Cote Blanche con Le Mesnil, Oger, Chouilly, Avize (Grand Cru) e Vertus, Vllleneuve, Voipreux (Premier Cru).

Il Vino
Lo Champagne Henriot Brut Millésimé 1989 nasce da una delle migliori vendemmie del secolo. Il 1989 infatti è stato caratterizzato dalla precocità del ciclo vegetativo della vite e nonostante una gelata primaverile abbia colpito un quarto dell'intero vigneto "champenois' comprimendone la produzione, le condizioni climatiche favorevoli e il nuovo germogliamento hanno pennesso di raccogliere uve sane e di elevato tenore zuccherino.

L'Azienda
La famiglia Henriot si è stabilita nella regione della Champagne sin dal 1640 dove ha sempre svolto varie attività imprenditoriali tra cui il commercio e la cardatura della lana oltre alla viticoltura. Alla fine del Settecento a condurre le attività erano Nicolas Simon Henriot e sua moglie Appoline Godinot che alla morte del marito (1808) prende la direzione dei vigneti e inizia a spedire lo Champagne in vari paesi. Nel 1851 Amelia Henriot sposa Charles Heidsieck e Henriot confluisce nella casa Heidsieck. Charles sviluppa le vendite negli Stati Uniti, dove rimane personalmente implicato nella guerra di secessione. Pur essendo abilissimo nelle pubbliche relazioni però è un pessimo uomo d'affari - non riscuote i crediti - e porta la ditta al fallimento (1860) costringendo la famiglia Henriot a vendere terre vigneti e case per pagare i debiti del cognato. L'attività è ridotta al minimo e viene ulteriormente decurtata dal disastro di Sedan e dalla caduta del Secondo Impero prima e dalla fillossera poi. Con la prima guerra mondiale le difficoltà aumentano e la Maison subisce gravi danni però non viene sminuita l'immagine di piccola azienda seria e con prodotti impeccabili. Ciò incoraggia Etienne Henriot a ricostruire e completare i vigneti. ironia della sorte nel 1976 la Champagne Henriot acquista la Charles Heidsieck, rivenduta poi nel 1985, e si unisce alla Veuve Cliquot. Dal marzo 1994 Henriot diventa in tutto e per tutto una società familiare indipendente sotto la guida di Joseph Henriot. Oggi l'azienda produce annualmente un milione di qualificatissime bottiglie di Champagne suddivise tra l'Henriot Brut Souverain, l'Henriot Blanc de Blancs Brut, l'Henriot Brut Millésimé anche nella versione Rosè, e la Cuvée des Enchanteleurs. A Reims le cantine Henriot si snodano per quattro ettari sotto il livello stradale. Ricavate dalle cave di gesso scavate dai Romani, arrivano ad una profondità di 30 metri, hanno una temperatura ottimale di 10°C ed un'umidità sempre costante.

La Tecnica di Spumantizzazione
Le uve Chardonnay e Pinot noir vengono vinificate in bianco cioè con una pressatura soffice e rapida con torchi speciali per impedire qualsiasi passaggio di colore dalle bucce. Il mosto fermenta a bassa temperatura e poi viene travasato per eliminare i depositi. La Cuvee di Henriot per il millesimato 1989 è composta per il 49% da Chardonnay della Cote des Blancs e dal 51% da Pinot noir della Montagna di Reims e della Vallata della Marne tutte rigorosamente del raccolto 1989. A questo punto il vino viene immesso in speciali contenitori di acciaio con l'aggiunta di lieviti naturali e una soluzione in vino di puro zucchero di canna (liqueur de tirage) e quindi imbottigliato. Lo zucchero dà l'avvio a una seconda fermentazione trasformandosi in alcol e anidride carbonica. Con il remuage cioè con movimenti leggermente rotatori di un ottavo di giro si convogliano i depositi verso il collo della bottiglia sistemata su appositi cavalletti (pupitre) che permettono di portarla in posizione verticale. Per i grandi Millesimi Henriot prevede che il contatto del vino con le fecce duri da 6 a 8 anni. Con il degorgement (sboccatura) si eliminano i depositi accumulati e si reintegra con il liqueur d'expedition, una miscela solitamente composta di Champagne, acquaviti pregiate e zucchero di canna in dosi tali (inferiore a 15 gr) da ottenere un Brut. Dopo la tappatura e la sistemazione della capsula metallica lo Champagne riposa almeno 9 mesi prima di essere immesso al consumo.

La Scheda Organolettica
E' un eccellente Champagne elegante e strutturato con una spuma fine e delicata e colore paglierino vivo con riflessi dorati. Il profumo è complesso, ampio e persistente con sfumature di frutti bianchi, di fiori secchi, di polline e lievito molto netti. In bocca è pieno, rotondo, intenso e ha una lunghissima persistenza aromatica degna di una grandissima annata. Insomma uno Champagne di altissimo livello.

Il Punteggio
90/100 Un punteggio elevato ma del tutto giustificato. Dedicato a chi sta pensando a un cenone di Natale raffinato: è lo Champagne che fa per voi.

Il Servizio e gli abbinamenti
Per godere al meglio le sue caratteristiche va servito ad una temperatura di 10°C. immergendo per circa 15/20 minuti la bottiglia in un secchiello con acqua e ghiaccio tritato. I bicchieri consigliati devono avere una forma alta, lunga e slanciata (flute) e devono essere incolori e privi di molature o di motivi ornamentali. Lo Champagne va stappato facendo ruotare delicatamente la bottiglia, tenendola leggermente inclinata, e mantenendo saldo il tappo. Il Millesimato in virtù della sua struttura è ottimo da tutto pasto ma si addice in particolare a ostriche, aragoste, crostacei oltre che caviale e foie gras.

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